venezia 2018

 

io la penso così

E come volevasi dimostrare nella sezione Orizzonti hanno vinto i due film di cui ho detto peste corna e vituperio e cioè il film tailandese appena visto e il film turco in cui ho capito qualcosa solo perchè prima avevo letto qualcosa

Adesso si pongono una serie di possibilità:

- io di cinema non capisco niente come dicono i miei detrattori

- la giuria ha lo stesso pusher dei selezionatori

- a Venezia, tranne rarissime eccezioni tra cui quella dell'anno scorso, La forma dell'acqua, i film più sono noiosi più vengono premiati.

In generale, anche scorrendo il Ciak, mi sembra che questa edizione sia stata meno entusiasmante del solito ma non faccio molto testo, non c'ero. Mi sembra anche che siano mancate  il fanta e il cartOOn.

Ma anche per questo devo rileggere con attenzione il "giornaletto".

Speriamo che il film di Cuaron non mi deluda. Gravity, dello stesso regista, era stato bellissimo.

 

MANTA RAY

di Phuttiphong Aonpheng - con Wanlop Rungkumjad, Rasmee Wayrana, Abhisit Hama

Tailandia, Francia, Cina - 2018 - 105'

Un singolare giovanotto biondo ossigenato di professione, credo, pescatore, trova un uomo ferito e si prende cura di lui. questo secondo giovanotto non parla, di lui non sappiamo nulla ma fra i due si stabilisce un legame stretto tanto che quando il biondo muore in mare, il muto finisce per assumere la sua identità.

Cito quello che scrivono i simpaticonii di mymovies: "...la giungla per il giovane autore è il regno dei sogni e dei fantasmi, il tempio segreto di forze invisibili, il terreno fertile del suo immaginario. E ancora. In Manta Ray diventa il motore che regola la circolazione tra il regno dei vivi e dei morti, tra l'umano e l'animale, tra l'ombra e la luce. Niente di quello che vediamo sembra scappare al suo filtro creando mondi nuovi e alternativi. Tra questi mondi si muovono i due protagonisti, in un eterno alternarsi di ruoli e di riattivazione delle memorie. Due uomini che sono uno solo dentro notti di veglia e fluorescenza, che dona al film l'allure di un'installazione d'arte contemporanea." Ecco, di tutta questa allettante meraviglia non ho visto NULLA perchè il film è così noioso che mi sono addormentata al minuto 10, poi sono andata avanti per un po' per vedere cosa succedeva (privilegi dello streaming) ma non succedeva niente, ancora avanti e capisco che la moglie del biondo che se ne era andata vive con il muto, verso la fine il muto si fa biondo.  Dopo ore sono tornata, per dovere di onestà, sullo streaming per vedere come va a finire: il biondo è tornato ma adesso è rasato, almeno così mi pare, scambia tre parole con la moglie. Intanto il muto biondo se ne va nella foresta dove c'è anche un tizio armato di fucile e coperto da una collana di luci tipo albero di Natale. Alla fine c'è uno coperto di fango che esce dalla foresta, si butta in acqua e si pulisce. L'inquadratura finale è su fue mante che nuotano.

Due domande. Che c'entra la manta? Di cosa si fanno i selezionatori?

 

MEMORIES OF MY BODY

di Garin Nugroho -  con Muhammad Khan - Indonesia - 2018 - 105'

Un danzatore racconta la propria vita in due tempi precisi. Prima l'infanzia quando aveva la particolare dote di esaminare le galline e dire quando avrebbero fatti le uova, cosa per la quale la zia con cui viveva lo puniva pungendogli le dita con un ago. E poi la prima giovinezza quando passa di villaggio in villaggio prima facendo il sarto prendendosi cura di un giovane pugile, poi in una compagnia di danza dove viene notato da un politico che lo vuole come amante perchè una sciamana gli ha detto che con lui accanto si vinceranno le elezioni.

Il film è buono soprattutto perchè apre, come altri film che vediamo spesso solo in occasione dei festival, una conoscenza su un paese di cui si sa poco. Per esempio scopriamo, a parte la violenza di alcuni periodi storici e di alcuni contesti, che nella danza tradizionale gli uomini possono interpretare indifferentemente parti femminili e maschili. Non ho capito se vale anche il contrario ma non credo.

 

 

As I Lay Dying
di Mostafa Sayari - con Nader Fallah, Elham Korda, Vahid Rad, Madjid Aghakarimi

Iran - 2018 - 73'

Il padre muore e le sue ultime volontà sono di essere sepolto in un altro posto. I figli di primo e di secondo letto si mettono in viaggio ma il posto è sconosciuto, la salma comincia a decomporsi e così la famiglia ammesso che ci sia mai stata. Nulla di nuovo sotto il sole. Posso dire che non reggo più questi film senza un filo di colonna sonora dove pare che abbiano voluto risparmiare sul compositore? Con i dialoghi ridotti all'osso? Sonno, sonno , sonnooooooooooo

PS - Sono riuscita a vederlo oggi. Un mio amico dice che dovrei essere più elastica verso le cinematografie non occidentali. Ha ragione. E mi viene anche da pensare che, al di là delle intenzioni del regista che magari è tagliato per il genere drammatico, quando il paese e la cultura in questione è islamico, sarà difficile che venga fuori una commedia perchè i musulmani NON RIDONO MAI. Cioè credo che il ridere abbia a che fare con un qualche divieto coranico, come la riproduzione della figura umana. Questo mi ricorda il nome della rosa e la faccenda del libro smarrito di Aristotele che tratta della commedia e del riso. Ricordiamo a questo proposito il detto latino Risus abundat in ore stultorum, come dire che anche la Chiesa non ci andava leggera. Del resto anche gli ebrei, se non fosse per gli Hiddish, sarebbero inclini più alla lamentazione, legittima, per carità. In  ogni caso personalmente avrei fatto del cadavere che comincia a puzzare e del ghiaccio che non si trova una commedia e dei fratelli legittimi che sospettano del fratello nato da una relazione e che però è l'unico a essersi preso cura del padre una irresistibile commedia. Mi dicono che invece per quella cultura queste sono situazioni tragiche er va bene.

 

SONI

di Ivan Ayr - con  Kalpana Jha, Saloni Batra, Vikas Shukla...

India - 2018 - 97'

Non ci è dato di conoscere la storia di queste poliziotte indiane che indagano su fatti di violenza sessuale perchè alle 18.30 e anche dopo la riproduzione del film era stata sospesa perchè il file era corrotto oppure il formato non era supportato dal browser. No, dico! Non avevano controllato? Ho lasciato un messaggio velenoso del tipo: che faccio? divido la spesa sostenuta per 16 e poi chiedo il rimborso?

Adesso hanno rimediato ma sto vedendo un altro film. Questo forse lo recupero domani.

PS - L'ho recuperato e devo dire che mi è piaciuto. Soni è una poliziotta di Nuova Delhi che perde spesso e giustamente le staffe con gli uomini arroganti che, si sa, in India con le donne non ci vanno leggeri. Tutto nel clima attuale dove per garantire la sicurezza delle donne, sono stati riservati degli autobus con tanto di vigilantes. Bene, diremmo a caldo. Ma a pensarci da un altra angolazione, la cosa è segregante e infatti c'è un gran discutere sul provvedimento. Insomma Soni con le sue legittime reazioni si mette spesso nei guai con il suo comando nonostante ci sia il suo superiore, che è anche lei una donna, faccia di tutto per proteggerla e sostenere le sue ragioni. Bello.

 

UN GIORNO ALL'IMPROVVISO

di Ciro D'Emilio

con Anna Foglietta, Giampiero De Concilio

Italia - 2018 - 88'

Antonio ha 17 anni, ha il sogno di fare il calciatore e ha anche una madre psicopatica. Urlano e urlano visto che sono napoletani e coatti (come si chiamano i coatti napoletani?) per tutto il film, tutti i giorni all'improvviso, più volte al giorno all'improvviso tanto per farti svegliare dal torpore. Capisco il dramma ma francamente non li sopporto. E meno male che quelli di mymovies descrivono la madre come "dolcissima".

Inutile dire che ai documentari programmati per oggi non mi sono nemmeno avvicinata.

 

 

 

 

THE MAN Who Surprised Everyone
di Natasha Merkulova, Aleksey Chupov

con Evgeniy Tsyganov, Natalya Kudryashova
Estonia, Francia, Russia - 2018 - 105'

In un remoto villaggio un uomo che fa il guardiacaccia, che moglie, un figlio e un altro in arrivo, scopre di avere il cancro a uno stadio terminale, gli restano forse due mesi di vita. E che fa? Si traveste da donna perchè una vecchia gli ricorda una antica tradizione: travestirsi può ingannare la morte. Naturalmente ne passa di cotte e di crude e alla fine...

Io non so cosa abbia il cinema russo di tanto speciale. Non ha il ritmo a cui siamo e sono abituata, colonna sonora zero, tempi dilatati, recitazione scarna. Eppure ti tiene come altre cinematografie altrettanto lente e scarne non riescono. Forse in questo caso il trucco è di voler sapere come va a finire e di non esere avaro di elementi. Bello e buono.

 

1938 DIVERSI

di Giorgio Treves

Italia - 2018 - 62'

In fondo sono tutte cose che conosciamo, almeno noi che siamo grandicelli e informati: le premesse storiche, l'ideologia fascista, i proclami di Mussolini, il rapporto con la Germania nazista. Forse non conoscevamo nel dettaglio il manifesto della razza ma conosciamo quello che ha significato, sappiamo delle espulsioni dalle scuole e dalle università di studenti, insegnanti e docenti. Sappiamo della guerra e dell'8 settembre. Quindi nulla di nuovo ma comunque un documentario ben confezionato, non troppo lungo, giustamente arricchito di testimonianze. Strano che non ci sia nemmeno un sopravvissuto romano. E in fondo si sorride al fatto che l'unica città in cui sono state fatte riprese è guarda caso Venezia. non è la prima volta che il regista che pensa di presentare la sua opera alla Mostra del Cinema  occhieggi a Venezia. Li abbiamo perdonati tutti, perdoniamo anche Treves soprattutto perchè queste orribili cose occorre ricordarle sempre e sempre.

 

THE DAY I LOST MY SHADOW

di Soudade Kaadan

con Sawsan Arsheed, Reham Al Kassar...

Siria, Libano, Francia, Qatar - 2018 - 94'

Non so, forse ci sono serate non adatte a vedere film a meno che non siano di quel genere che ti piace tanto ma tanto tanto tanto.

Questa forse era serata no. Fatto sta che ho dormito saporitamente e alla fine ho salutato i titoli di coda (il tablet era rimasto acceso) ricordando la battuta di Troisi all'ennesimo "due fiorini": ma va fanculo. mi dispiace, regista donna, film quasi tutto al femminile, argomento importante. E però di vedere questa donna che gira, corre, scappa, si salva dai militari siriani di ambo le parti (sono solo due?) tutto per una bombola di gas che capisco, serve a preparare da mangiare, ne so qualcosa... Non ce la potevo fare.

 

 

CAMORRA

di Francesco Patierno

Italia - 2018 - 70'

Sono di quelle persone che al cinema NON vuole vedere documentari. E dirò di più: sono assolutamente convinta che il documentario non può superare il 30/40 minuti, questo per l regola della tenuta dell'attenzione.

sono arrivata così a questo Camorra convinta di avere preso un'altra fregatura dopo quella di ieri, convinta che mi sarei addormentata e che avrei spento il tablet.

E invece questo Camorra mi è piaciuto, mi ha catturata alla faccia di tutte le convinzioni. Probabilmente perchè la voce è data alle persone sia in bianco e nero che a colori, probabilmente perchè non pontificano, probabilmente perchè le loro sono clip.

Ma qui c'è da studiare le tecnica con cui Patierno ha saputo costruire questo documentario perchè sento che c'è qualcosa di speciale, un trucco, qualcosa da scoprire che è tutta dentro al linguaggio scelto. Buono.

 

THE ANNUNCEMENT

di Mahumut Fazil Costun

con Ali Seckiner, Tarhan Karagoz... - Turchia, Bulgaria - 2918 - 95'

1963. Un gruppo di ufficiali ha organizzato un colpo di stato. E se non lo avessi letto sulle note non lo avrei capito. Fermo restando che:

a - prima o poi la fregatura le devi beccare

b - non capirò mai la logica dei selezionatori

ho spento la sala web alla prima mezzora dopo essermi addormentata al minuto 13 circa.

PUAZZ.

 

 

 

DEVA

di Petra Sozcs

con Cselle Nagy, Fatma Mohamed... - Ungheria - 2018 - 80'

Nella piccola città di Deva una ragazza albina che ha perso i genitori, vive in un orfanotrofio. Non ha esattamente un buon carattere e per giunta fa credere di essere capace di lanciare maledizioni. Comincia lentamente a cambiare in meglio quando arriva la nuova insegnante di ginnastica che sa prenderla evidente dal verso giusto. Purtroppo l'insegnante dura poco.

Anche qui una curiosa commistione di lingue adiacenti territorialmente: rumeno e ungherese.

Ora però dispiace parlare male di una giovane regista rumena che ha fatto Biennale College e che è sicuramente piena di belle speranze ma il film è brutto. E per giunta non ho capito come va a finire.

 

 

 

AMANDA

di Mikhael Hers - con Stacy Martin, Claire Tran... - Francia - 2018 - 107'

Amanda ha sette anni. La madre l'ha cresciuta da sola. C'è un fratello della madre, David, che le da una mano come può visto che fa diversi lavori. E un giorno a Parigi irrompe la Storia. Non è un attentato di quelli purtroppo conosciuti ma uno plausibile, di quelli che purtroppo potrebbero avvenire: degli uomini sparano sulla gente in un parco e la madre di Amanda muore. Così David si trova a doversi assumere la cura della bambina fra tenerezza e comprensibili resistenze.

Come sempre i francesi riescono a fare buon cinema con "niente", partendo da soggetti labili, a volte perfino scontati. Cosa c'è di nuovo, in fondo, in questo film? Nulla. Eppure di Amanda, facendo onore al nome, ci si innamora nonostante (o forse proprio per questo) sia una bambina normale, paffutella, non clamorosamente bella. Evidentemente c'è da parte del cinema francese e del regista alla sua opera prima, la capacità di declinare sfumature.

 

DESLEMBRO

di Flavia Castro -con Jeanne Boudier, Hugo Abranches,... - Brasile, Francia, Qatar - 2018 - 105'

Joanna, 15 aani, vive a Parigi con la madre, il compagno della madre e due fratelli che hanno uno la madre e l'altro il padre diversi. Per essere la fine degli anni '70 è una famiglia stranamente allargata ma non  questo il problema, anzi la sensazione è che sia una famiglia. Il vero problema è che quando in Brasile viene concessa l'amnistia il patrigno, che è un esiliato politico, decide di tornare in America Latina, la compagna è d'accordo e la famiglia si trasferisce a Rio dove Joanna, che avrebbe voluto restare in Francia, era nata e dove suo padre è stato arrestato, imprigionato e ucciso, anche se della morte non ci sono mai state prove. Un film storico, quindi, dove la storia è letta attraverso gli occhi di una figlia di quella storia. Strepitoso il continuo passaggio dal francese al portoghese con puntatine nello spagnolo (l'esiliato politico è cileno) ed è interessante l'uso della lingua che Joanna fa a seconda del grado di conflittualità delle situazioni con la madre. Primo film prodotto da Walter Salles. Mi piace questa Sala Web.

 

YUVA

di Emre Yeksan

con Kutay Sandikci, Eray Cezayirglioglu -Turchia - 2018 - 127'

Veysel  ha lasciato tutto per andare a vivere nel bosco. Non è diventato un selvaggio, si fa portare batterie cariche e vestiti vecchi da un amico e scorrazza felice col suo cane.  Ma nell'arco di meno di 24 ore la sua vita viene sconvolta: il bosco è stato venduto a gente che pur di liberarsi di lui è disposto a ucciderlo. Il fratello viene alla capanna per convincerlo ad andare via, ha organizzato il trasporto per la mattina dopo ma...finale a sorpresa per entrambi. Stranissimo film per il quale ci è voluto un bel coraggio a pensarlo e una certa abilità a realizzarlo: pochissimi dialoghi, niente colonna sonora se non i rumori della natura, tanto verde e tanto senso onirico.

Mi piace questa sala web.

 

 

bellissimo  buono  insomma  puazz

 

E poi c'è il meraviglioso, indispensabile Ciak in Mostra, detto anche "il giornaletto"

 

 

Questa volta non potrò essere a Lido. Pazienza.

L'esperimento è quindi quello di seguire "in remoto".

Intanto con gli speciali che le maggiori testate dedicheranno alla Mostra come ogni anno.

Poi con i Ciak in mostra che spero siano disponibili on-line con le meravigliose strisce di Stefano Disegni

E poi con i 16 film disponibili su Sala Web: non uno in concorso. Pazienza. Ma sarà la prima volta che vedrò i film che di solito a Venezia non vado a vedere, forse sbagliando visto che sono proprio quelli che non hanno distribuzione e che si vedono soltanto a Lido.

Su mymovies è già attiva l'offerta per vederli tutti a 17,90 euro. Ecco il link:

https://www.mymovies.it/live/nuovocinemarepubblica/venezia75/

 

Un po' di storia                Tutti i leoni                                                                         Il leone 2017                     Il primo film

                

 

 

E tanto per parlare di film, non si contano quelli girati a Venezia che pare siano circa 700 senza contare i cartoni animati e le produzioni per la TV e altro ancora.

Ecco una lista parziale

                                                                                                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E poi c'è un film, tratto da un fantastico libro di Fruttero e Lucentini che non è mai stato girato e che è diventato una web-serie. Mia.

I DONI DI VENEZIA

 

 

angela ermes cannizzaro :)